Alcuni sono elevati dal loro lignaggio
i versi dei miei poemi sono il mio lignaggio
Nusayb ibn Rabah (m.726)

La vita è come noi
La troviamo - e così la morte
una poesia d'addio?
Perché insistere
Daie-Soko (1809-1163)

Il rimorso non è la prova del crimine, indica solamente un'anima facile da soggiogare.
Donatien-Françoise-Alphonse De Sade

Se le creature sono i grandi veli che ci separano dal Creatore, la via per Allah passa attraverso di esse
Sheik Mhuammad at-Tàdilì




lunedì 20 marzo 2017

Visita Interiora Terrae

"Siamo poveri davvero se non siamo altro che sani di mente"
[Donald Winnicott ]
E' una vita che non scrivo, che non scrivo sul serio.
Certo, ogni tanto tiro fuori qualche poesia, vabbé, ma prendermi la possibilità e lo spazio per entrare in me stesso, per osservare i miei spazi interni...
Da quanto non lo faccio? Due anni? Tre? Quattro?Cinque? Una vita intera?

C'è un'aridità abbacinante in me, come un blocco, qualcosa che mi è stato succhiato via come il midollo dall'osso e che mi impedisce di essere forte, presente a me stesso, capace. Qualcosa che negli ultimi anni ho affrontato e sublimato con estremo dolore e fatica ( ponos?), e che ormai potrei persino descrivere con dovizia di dettagli, se me la sentissi

Il fatto è che non voglio. Voglio ancora scavare, grattare finché non sentirò il nucleo delle mie debolezze pulsare vivo e caldo, finché non potrò osservarlo come osservo ora lo schermo di questo computer e accettarlo per quello che è...

Visita Interiora Terrae...

Un giorno, forse, potrò respirare e sentirmi completo e felice. Davvero. So che sarà così.

Caravaggio - Decollazione di San Giovanni Battista, 1608



Io
sono solo
Come un pezzo di legno putrefatto
abbandonato sulle soglie del camino
             Niente, Niente
Insostenuto, sottile e flebile
santissimamente sacrificio del mondo
privato a forza delle proprie viscere
delle sue profondità
Io sono solo
         come una linea tracciata a matita
                         sul tavolo
come macchie di dita impresse sul vetro
Solo, niente
                    Solo
La mia mente è silenziosa, stanza vuota dell'anima
la mia bocca parla abbandonata
schiava della lingua e dei muscoli facciali
Ed io sono solo, così solo
solo, solo, solo
monco, tranciato, macellato
                    cieco, abusato.
vivo, trasceso, ucciso
 scoperto, 
       indifeso
Solo, niente. Come una tenda stracciata.
                Solo.
                    Moncherino patetico d'essere
Solo. Incapace, stupido, inerme...
        Disarmato, tremante, impaurito
                          Solo
                                   Solo
                                           Solo...
Un abbraccio impedito
una mano tesa scorticata sul palmo
un guscio sgranocchiato fino al pulviscolo
un turbine senza salvezza, uno schizzo di spuma sulla terra secca
una guerra senza grida, un marchio senza pelle
Solo. Solo.
Come un idioma sepolto, una civiltà negletta 
                                                          
Solo
come le nenie dei primi uomini                                                 

Solo....
        Solo....
                  Solo.

Donizetti -  Verranno a te sull'aure 
( Lucia di Lammermoor; Maria Callas e Giuseppe Di Stefano)


mercoledì 15 marzo 2017

Accusa.

"Sono solitario come l'ultimo occhio
di un uomo in cammino verso la terra dei ciechi"
[ Vladimir Majakovskij - Qualche parola su me stesso]

"Io, non ero ancora mio [...]
Irresoluto adolescente
da poco diplomato
tardivo in tutto
educato a non apprendere niente
farai da te
quello che la scuola non ha potuto.
Sarà questa la tua fede"
[Tino Villanueva - Convocazione di parole]

Questa poesia non è rivolta a tutti, ma è certamente rivolta a molti. A moltissimi.

Se l'Uomo è nutrito dal suo pensiero
 e se il poeta è l'infanzia dell'Uomo 
che senso abbiamo
che senso abbiamo noi
in un mondo che rifiuta ormai 
                     di guardarsi indietro?
Che rifiuta la cura, che rifiuta
di abbassare lo sguardo per capire il suono
dei suoi passi?
Bambini, vecchi, adolescenti
vedo sciarade di gente adultizzata 
calcare strade e marciapiedi come file di neonati
battere i piedi nervosa
       se non ritiene i suoi capricci soddisfatti
vedo un'intera generazione ingrassare
sulle spalle della mia
sulla sua schiena adagiata mollemente
mentre ne succhia via il midollo
Sì, noi tutti siamo soli, abbandonati al minuscolo ramo
che ci avete lasciato
Noi...
Voi!
Grassi, stolti, ignoranti!
vi siete presi ogni cosa, banchettando con le nostre speranze
riempiedovi  a sbafo le interiora e versando
la vostra merda fumante su di un piatto
per poi posarcela sul tavolo  e chiedere, ghignanti
" Beh, Allora?
non è abbastanza?"
Vecchi viziati come bambini, bambini frustrati
come vecchi
adulti lagnosi dell'eterna culla, incatenati all'eterna mammella del benessere
Incapaci da analisi, di vero giudizio
di scrivere e leggere e capire
ma sempre  pronti ad educarci a ciò che è giusto e corretto
ad insegnarci il celeste confine 
fra ciò che è male e ciò che sacro ed intoccabile.
Idioti!
          Idioti!
Voglio che sappiate, e chiaramente,
 che è solamente colpa vostra.
Avete ucciso l'infanzia sventrandola
e rifugiandovi in essa come scabbie fameliche
avete ucciso la Poesia, la speranza
ed io per questo sono qui, anche io ucciso, 
svuotato
che mi rimprovero e bestemmio e piango lacrime
che non sanno di nulla
che non sono né tristi né felici
che non sono lacrime!

E solo e soltanto per colpa vostra...
Solo e unicamente
                        per colpa vostra.

Viktor Michajilovic Vasnetsov - Cavaliere all'incorcio, 1878


Tamikrest - Arante N'Adagh


lunedì 6 marzo 2017

Allo specchio

"


"Che il verso sia come una chiave
che apre mille porte"
[Vicente Huidboro]


Così forte così 
            sensibile
Cuore, cuore, cuore
Un cuore triste di lucida bile

Queste mie occhiaie profonde.


Oscar Kokoschka - Die Auswanderer,1917



Oh Hiroshima - Mirage




martedì 21 febbraio 2017

Doveri.

"Ho odiato ciò che era facile
ho cercato me stessa nella luce,
nel mare, nel vento"
[Sophia de Mello Breyner Andressen - La donna e il mare]

Dopo mesi di inattività, finalmente.
Una poesia. 

Questo è il tempo degli onesti 

e dei doveri
il tempo dei grandi, luminosi mediocri
dei fitti sguardi animali e chirurgici
Doveri, le lance di pietra dei nuovi cannibali
neri avvoltoi dalle zanne putrescenti
Doveri,emissari di oppressione, veicoli
delle anime monche ed incomplete
vestigiali abbozzi di una sincera bontà
e di una specie che ha perduto l' innocenza
Doveri, che l'uomo sano distribuisce
come coltelli nel fianco degli uomini liberi
e che i profeti fasulli proclamano
per attirare i vanesi e gli stolti


[Henri de Tolouse-Lautrec - Il lucidatore di marmo, 1882]


Crywolf -Anachronism



giovedì 28 luglio 2016

Volto


"Ora
pure il marmo della mia voce è infranto
Ora
Che è scesa la sera e la statua della notte bussa alla mia finestra

Dei vetri infranti"
[F.Reshpja - Ritorno alla città natìa]

Volto mio giovane dagli occhi
          taglienti
Perché ti ostini a voler spezzare
l'orizzonte?
Perché ti avvolgi dei confini
che senza sosta t'incatenano al mondo?
Non ti è concesso questo arduo privilegio
poter toccare le ciglia degli esuli
col solo canto di un incedere essiccato
Tu sei battaglia  di note gravi
Come una tigre, una libellula striata
                      di sole
Come una fiamma di sabbia che s'invola
dal deserto
Ostinato e nervoso
come un oceano d'acque vergini
Arrenditi, volto mio
Vedo il tuo marchio di occhiaie docili
Ecco, proprio così tu ti riveli:
Troppo leggero, troppo disteso
per trascinarti appresso un solco.

[Giovanni Segantini - Ritratto della Signora Torelli, 1885]



Fatoumata Diawara - Wilile




sabato 11 giugno 2016

La sofferenza nel cuore degli altri

"No: sono sola. Sola mi rannicchio
sopra il mio magro corpo. Non m'accorgo
che, invece di una fronte indolenzita
io sto baciando come una demente
la pelle tesa delle mie ginocchia"
[Antonia Pozzi - Solitudine ]

"Noi siamo soli, soli di paura,
nell'altro è l'unico appoggio
ogni parola sarà come un bosco
su questo nostro cammino "
[R.M. Rilke - Noi siamo soli]


La sofferenza nel cuore degli altri
è come un sole rovente e colmo d'ombra
la cui violenza avvampa fino agli occhi
e li raggiunge con un gemito di muta
                                cecità
E la mia mente è confusa
il mio sguardo rotto
le mie radici sfilacciate dall'abisso
della presenza che freme nello sguardo
Di fronte a un cuore spezzato
non sono più questa persona
                  questo ragazzo
questa occasione
non sono più la fredda casa delle mie parole
sicché ogni cosa irrigidisce in me
nell'apparente aridità del seme
prima di spingere alla vita i germogli



[Rembrandt  van Rijn - Cristo a Emmaus, 1625] 


Dimatis - Dreams of Colors


mercoledì 13 aprile 2016

Penteo muore due volte

"Il patriottismo è l'ultimo rifugio delle canaglie"
[Samuel Jhonoson]

Fra generazioni "identitarie", atei che ineggiano ai valori cristiani, mitologici scontri di civiltà e orde di trafelati internauti occupati nell'eroica impresa di difendere i grandi valori dell'occidente così come i bambini difendono la loro fede in Babbo Natale quando beccano la mamma a divorare latte e biscotti di fronte al camminetto, mi rimane poco da dire. Anche perché sembrate sapere tutto voi ed io francamente c'hopppppaura a parlare sul serio che maninam qualche sobrio e civilizzato figlio dello stivale mi viene a bruciar casa.

Quindi boh, una cosina veloce veloce, semplice e  laconica cosicché l'eventuale paladino della giustizia - se già non è esploso di rabbia per i post precedenti - che passasse di qui potrebbe rispondere soltanto mandandomi a fanculo, permettendomi di rincalzare a tono e magari iniziare una bella gara di turpiloquio che quella sì, sì che è roba interessante.


Nobile l’uomo che difende
La sua patria
Ma  bendetto, mille volte benedetto sia
Colui che la estingue



Morte di Penteo - Casa dei Vettii, Pompei (62-68 d.c.)


                                                       E vaffanculo pure tu!!!!!!

Fabrizio De André - Il suonatore Jones 

martedì 23 febbraio 2016

Fossi nato bestia

"La libertà non è un beneficio della cultura: era più grande prima di qualsiasi cultura
e ha subito restrizioni con l'evolversi della civiltà!
[Sigmund Freud ]

"Le Foreste a precedere la civiltà, i Deserti a seguire"
[Francois-René de Chateubriand] 


Visto che siamo in tema, di questi giorni, introduco le mie schifezze con uno dei tanti sfoghi inconcludenti che impestano questo blog.

Liberiamoci di tutta questa merda.Ok?
Liberiamoci della famiglia, dei valori, di Dio, di Satana, dei diritti "civili", della dignità e del rispetto, della patria, della politica, del comunismo, del fascismo, del mercato,dell'educazione, dell'orgoglio, dei meriti, dell'ossessione per la personalità  e dell'illusione d'identità.
Smettiamola di frignare e diventiamo persone adulte una buona volta...

Madonna.
Mi sembrate tutti  una massa di neonati smorfiosi e informi.
La società è in decadenza? BENE! La gente smette di fare figli? BENE! GRAZIE ! Meglio. Bambini di merda.
L'ordine è minacciato? OSANNA NELL'ALTO DEI CIELI !!!!!
Gli uomini diventano donne e viceversa e possono sposarsi tra loro adottando pargoli? OTTIMO! Cazzi loro se vogliono vivere la vita meschina a cui gli etero sono condannati. Cazzi loro se vogliono anche loro far parte di quell'abominio storico che è l'istituzione del matrimonio e partecipare a quella specie di patetica sciarada che le società occidentali chiamano vita famigliare.

Siamo circondati da corruzione, se tutto questo crolla, può solo essere un bene. Anzi, è praticamente la mia sola vera speranza.
Crescete, coglioni in camicia, e smettete di vivere nel mondo delle favole.

Tutti così impettiti, tutti così tremendamente convinti non solo di essere nel giusto, ma addirittura di essere scomodi, di star sguainando la spada contro chissà quale orda satanica di terribili demoni. In fondo siete davvero dei bambini, giocate ancora a fare i cavalieri dalla lucente armatura, senza accorgervi minimamente della merda  che vi riempie il pannolone
E leggete Blondet! E siete d'accordo con lui!
Uno che era contro il divorzio, all'epoca.
DDDDDDDIO che schifo mi fate.
Il divorzio, dio cane. Non ci sono scuse per giustificare una simile posizione, capito? Non c'è sociologia che regga, non è come quando Pasolini si pronunciò contro l'aborto.
E' semplicemente una posizione stupida.

E sia chiaro, non lo dico in quanto persona "libertaria", perché con quella che tutti quanti chiamano libertà io  mi ci pulisco il culo con tutti i rincoglioniti come me. Lo dico in quanto figlio della Terra, e di una Divinità dignitosa, e di un Cielo tanto grande da ricordarmi la mia insignificanza ogni volta che lo osservo.

E vabbé...
Forse dovrei smetterla di espormi così tanto, ma in fondo me ne frega qualcosa? No. 
E allora MOOSSEECA!


Nemesi:

Non capisco
Si vive per questo?
Per cosa si vive?
Per questo?
Leccare culi di boriosi dementi  
sottomettersi
lasciarsi fottere l'ano come troie
 ifiutare
la nostra vera animale libertà 
la nostra certa natura divina
Così,
aprire l'ano e farsi sbattere
finché la merda non ci schizza sulle gambe
e dal sedere d'emorroidi non emergono
colonie putride di larve biancastre
Vivere, così
vivere
senza un conato di vomito, senza alcuna bestemmia
o dolce droga psichedelica dal suono di antichi tamburi
senza alcun moto di roca rabbia
a camminare su viali che non parlano di te
su scale mute e marmoree che non ti rispondono
privi e vuoti di ogni sana forma di overdose 
ed idee sbagliate
 Eppure sono ancora qui
in un'immobile cieca fissità d'ombra
Dimentico.
Come un vecchio muro che si sgretola.

Amo:

Amo la poesia
Non amo le belle copertine, però
Non amo la gente che mi fissa
mentre scrivo

William Adolphe Bougereau - La giovinezza di Bacco,1884

Mi frega il cazzo:

Mi frega il cazzo!
Siete soltanto lombrichi inutili
lombrichi fetidi simbionti
d'esseri umani
scarti del vostro stesso cuore
Ah, uomo bianco
se t'uccidessero
Se solo un santo grande giorno
ti uccidessero...

Tu conti.

Tu conti, sì, sei uno che conta
che capisce
hai certo dato tutto il sangue del tuo corpo
per arrivare dove sei
hai masticato crani e ossa
mostrato il pene come scimmia
di fronte ai simili tuoi più inermi
Ma sappi una cosa, amico mio
anche io conto
la grande massa di pugni che in silenzio
ti scarico a morte sulla faccia.


Fightstar - Amethyst







martedì 2 febbraio 2016

Ruggine

"Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste."
[ Herman Hesse - Io ti chiesi, probabilmente la sua poesia
più bella]

"Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nella propria luce.

Sono il mare che di notte si infuria,

che mare che si lamenta, pesante di vittime
che ad antichi peccati, nuovi ne accumula.

Sono bandito dal vostro mondo
cresciuto nell'orgoglio e dall'orgoglio tradito,
sono il re senza terra.

Sono la passione muta
in casa senza camino, in guerra senza spada
e ammalato sono della propria forza."

[H.Hesse - Sono una stella]
Madonna.
Che.
Schifo.
Esistere.

[Balthus - The White Skirt, 1937]



Non chiedo altro.
Dalla mia aura soppressa
Dal mio cadavere d’anima gonfio
di eterna ruggine
Non chiedo nient’altro che una vita di silenzio
Una morte veloce
Niente di più
un trascinarmi avulso, un fremere a volte 
 di soffi di vento portati
dalla banchiglia scarmigliata di conchiglie
E qualche volta un tocco freddo
D’altro uomo
Per risvegliare quest’arresa sciarada
Ho chiuso tutto di questa forma
siete riusciti a dissanguarmi
Non so parlare, né vivere
né adeguare alcunché che provenga
dai miei sforzi
Sono soltanto un residuo
Questa morta, odiosa
Immagine di me

Padre, cosa significa ?
 cosa significa?


Fightstar - Floatation Therapy



lunedì 11 gennaio 2016

Lo sguardo

"Impariamo a memoria le parole, non il loro significato; il significato
dobbiamo pagarlo con il nostro sangue, ed è impresso nelle più sottili
fibre dei nostri nervi"
[ George Elliot ( Mary Ann Evans ) - Il velo dissolto]

" The innocent are voiceless
the voiceless are innocent "
[Oceansize - Trail of fire, The Frame, 2007]

A volte avrei soltanto bisogno di conferme, di voltarmi e trovare un qualche saggio e lungimirante eroe ( o eroina) pronto a consolarmi e porre fine a questa tensione nevrotica che mi attanaglia l'anima.
Insomma, qualcuno che mi dicesse che scrivo bene, che quello che faccio non è sbagliato, che il mio continuo, struggente tentativo di migliorare me stesso senza per questo dimenticare chi mi circonda non è soltanto il vago delirio di una mente annebbiata da questo secolo esecrato a gran voce...

Ma che diritto ho di "volere"?
Di certo non più degli altri.

E' che ho l'impressione che nessuno capisca bene cosa sia la mia sofferenza. Questa sorta di intuito ronzio universale che mi vibra nel cuore urlandomi di strappare le mie viscere di fronte alla crudeltà e all'ipocrisia del mondo. Questo bisogno spirituale, intimo, di provare dolore assieme a tutti.
C'è tutta una teofania e un'ascesi del dolore nelle tradizioni di ogni popolo, e sono convinto che sia per questo preciso motivo.
Il dolore c'è, esiste, fa parte del nostro vissuto, non ha senso rifiutarlo. O meglio, per tutto il dolore che noi rifiutiamo, da qualche parte nell'universo c'è un povero stronzo che deve viverlo per noi.

Volete sapere qual è la causa principale della miserevole decadenza dell'occidente? Non è l'abbandono dei valori tradizionali, non il rifiuto della religione, non i videogiochi e la musica elettronica,non l'omosessualità o l'arrivo del temuto straniero usurpatore. No. E' che ognuno di noi ha costruito il suo benessere senza esserselo meritato, godendosi una vita parassitaria sulle spalle di migliaia e migliaia di uomini che avevano e hanno diritto quanto noi a sentirsi completi.
L'occidente buono e puro ha rigettato l'esperienza del dolore e dell'assurdo, stipandola nel cuore pulsante di tutti coloro che durante la sua epifania è riuscito ad assoggettare.
L'occidente è stato tracotante, oltre che ingordo, e chi ha letto le antiche tragedie sa che brutta fine fanno i tracotanti...
Se invece dell'autoaffermazione e dell'ambizione avessimo insegnato la compassione, allora forse le cose oggi sarebbero diverse, e se pensi ( tu  che magari sei passato per caso mentre cercavi i filmini porno) che questo sia un discorso idealista e semplicistico allora sei assolutamente parte del problema.

Paul Gaugin - La perdita della verginità, 1891

Lo Sguardo:

Vorrei  fraintendere questa muta luce
Il silenzio dei miei muscoli, la calca abnorme e fumogena
Dei raggi di sole contro lo sguardo d’ombra
Contro le grevi labbra immobili
Alla mia inerme figura incompleta
Che si riversa su di me
sudario odioso  di droghe leggere
amene,fantastiche
Tocchi di palpebre ingenue
Alle mie orecchie appena socchiuse
                    Grido.
Il mio patetico sgomento dissonante
Ritorto e curvo ad ogni passo d’uomo
Una spirale tagliente di indugi
Che  nella bolgia gratta in polvere
             il mio cuore
E rende ruvido ogni lembo di pelle
Di tale cranio virginale
Un epitaffio di futuri indecifrabili
Come potrei  mai  amarmi ?
Non sono niente di più
Che questa maschera guerriera allucinata
Questa memoria di un velo sconosciuto
Lontano
         Monotono
                             Insondabile
Ascesso caldo rigonfio d’amore
Gioia di esistere presa e svelata
Io
         che ho sempre e solo voluto capire
e rimanere un banale innocente
Che non ho mai recato insulto alla bellezza
Con grandinate seducenti di perché
Che cosa ho fatto, Io?
Ho solo dato uno sguardo alla vita, in fondo
Non mi aspettavo che mi avreste preso il collo

Per stritolarmi e divorarmi gli occhi



Oceansize- Trail of Fire
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Io faccio schifo, e tu?

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