Alcuni sono elevati dal loro lignaggio
i versi dei miei poemi sono il mio lignaggio
Nusayb ibn Rabah (m.726)

La vita è come noi
La troviamo - e così la morte
una poesia d'addio?
Perché insistere
Daie-Soko (1809-1163)

Il rimorso non è la prova del crimine, indica solamente un'anima facile da soggiogare.
Donatien-Françoise-Alphonse De Sade

Se le creature sono i grandi veli che ci separano dal Creatore, la via per Allah passa attraverso di esse
Sheik Mhuammad at-Tàdilì

Le parole che dice chi è felice
son volgare melodia –
ma quelle che chi tace sente dentro
sono meravigliose.
Emily Dickinson

Non è grazie al genio ma grazie alla sofferenza, e solo grazie ad essa, che smettiamo di essere una marionetta.
Emil Cioran


sabato 1 giugno 2013

Due elegie. L'uomo senza pregi.

[Apro questo post con una breve premessa: i pochi di voi che mi seguono avranno certamente notato la mia assenza abbastanza prolungata dal web, e spero non me ne abbiano a male. Purtroppo gli esami ed altri vari impegni mi vedono abbastanza occupato e ben poco disposto a proiettarmi in quell'atteggiamento mentale che mi è  necessario  per poter commentare decentemente i vostri splendidi lavori, ed  è principalmente per questo che in questo periodo risulto così assente. Mi rivolgo a voi, in particolare: a Zio Scriba, lettore/ scrittore a me carissimo e persona a dir poco squisita; a The Mist, rara perla di sincerità in questo atomo di accecante ipocrisia; a Kyra, che sembra avermi adottato illegalmente onorando il mio blog con il suo intuito penetrante; a Lilith, compagna di scuola e vera speranza del mondo; e a Martina, nuova conoscenza che non ha però mancato di disturbarsi a commentare quei pochi articoli che ho faticosamente partorito. Mi rivolgo a voi che credete in me, e vi ringrazio. Vi ringrazio e spero di potervi seguire ancora, di avervi ancora accanto in questo mio percorso di crescita discontinuo e squilibrato,  perché è solo grazie a voi che sono ancora qui a tentare, e solo grazie a voi che esisto. Un abbraccio d'amore. ]

" Come si volgerà Agathe, come sorriderà alla riva? Leggiadramente. Come ogni perfezione...Eppure ogni bellezza perfetta - un animale, un quadro, una donna - non è che l'ultimo pezzo di un cerchio: una curva è perfetta, lo si vede, ma si vorrebbe conoscere il cerchio...allo stesso modo si può ammirare un  bel cavallo maremmano, perché in esso si rifletto come in uno specchio tutta la pensante bellezza dei campi e della via rurale. Ma se dietro non c'è niente? Niente di più che dietro i raggi del sole che danzano sulle pietre? Se questo infinito di acqua e di cielo è inesorabilmente aperto?"
Robert Musil - L'uomo senza qualità


Ama ciò che credi:

Ogni bellezza perfetta infranta qui,
presso la riva dei miei sfinimenti
Ogni passione calcolata e persa
Ogni tensione riallacciata
Come un rosario di viscere
Ridotto a tale congestione
Incautamente mi declino in passi
E ad ogni passo io lo so:
Che sempre più nel profondo
Sempre più intensamente
In me si intreccia il panorama del Mondo.

E affondo i piedi nella sabbia stellata
E fendo l'aria con le braccia aperte



Paul Cézanne - Il dolore ( La Maddalena) 

L'Uomo di Musil:

I raggi del sole hanno pretese sciocche,
Stuprano il grano con violenza immane
Pongono veli cristallini
Sulla rurale esistenza dei campi
Placano acide visioni
Con armonie di sarcasmi
Mostrano i doni degl’uomini
Fra costipati timori alla vita

E sono solo nel mio cercarmi.
Alieno d’ogni elegia
Perduto al colmo del tempo
Ho dieci dita e qualche sputo
Su questa calda terrazza.
Dieci dita è ciò che sono,
che cosa cogliere soltanto
da questo cielo senza marmi?

Da questo spazio enciclopedico e vuoto
Che puoi vedere cieco uomo
Soltanto sensi violentati
Da grandinate di parole
Frantumazioni d’entropia
E mute scorze di dubbi
In quest’oceano senza strade tu li vedi
Inesorabilmente aperto

Anche i miei occhi sono aperti
Amico mio
E la mia stupida testa
Sono aperti! E la mia vita ch’è nient’altro
Che un delegarmi di paura
Ingorda e cruda freddura
Di una Novella logica

E la premessa di una tomba inconclusa
Ascolto Abbinato:
Ludwig Van Beethoven - Sonata per Pianoforte n° 8," Patetica"



15 commenti:

  1. Fabio, non hai idea del piacere che provo nel vedere il tuo scritto in cima all'elenco dei Blog che seguo!

    Una bella sorpresa per questo sabato notte, com'è una bella sorpresa notare la scelta musicale compiuta per accompagnare le tue parole.

    Per quel che mi riguarda ho ovviamente notato la tua assenza, ma già avevi spiegato di impegni e vita reale che ti porta lontano dal computer, e ero certa che ti saresti affacciato ancora, quindi ti aspettavo.

    Non devi assolutamente scusarti, semplicemente continuare ad apparire quando riesci, e lasciaci i tuoi scritti.

    Mi piace molto di più la prima Elegia, rispetto alla seconda.

    C'è un senso di resa incondizionata, ma al tempo stesso di fanciullesca empatia con il creato. E quell'aprire le braccia per fendere l'aria, potrebbe essere tante cose, ma io lo vedo come un abbraccio globale, a volere assorbire in te ogni cosa.

    La seconda mi piace meno. I primi due versi si, sono molto belli e scorrono bene, ma gli ultimi due hanno un che di pretenzioso, di innaturale, anche se la "tomba inconclusa" è crepuscolare proprio come piace a me.

    Ma non badare alle mie parole, confronto alla tua cultura io sono nulla.

    E le mie opinioni valgono ancor meno :)

    Ti lascio un abbraccio, Fabio!

    The Mist

    RispondiElimina
  2. La mia cultura? Io non ho cultura! So giusto due cosine in croce che ogni tanto tiro fuori nei miei scritti...tutto qui.

    Comunque beh, forse è per la scelta stilistica dell'espressione " Novella logica", una sorta di arcaismo volutamente imposto allo scopo di creare un contrasto tonico con il resto della poesia. Ma in generale l'intero componimento ha un che di aulico che io personalmente amo molto, ma che vedo non piacere ad altri, probabilmente ( spero) per semplici differenze di influenza letteraria. A quanto ho capito tu sei un amante della poesia viscerale e vera, quella che, proprio come dici tu, si arrende alla vita abbracciando al contempo la totalità creato. Sei una Baudelaireiana ed un' Ungarettiana, crepuscolare e bohemién fino al midollo, forse inconsapevolmente...

    Non mi stupisco quindi, che non ti sia piaciuto il mio secondo lavoro, che spero sia comunque riuscito bene dopotutto, oltre gli ostacoli del gusto individuale...

    Detto ciò ti ringrazio, sei una persona stupenda che io stimo sinceramente e che seguo con gioia, soprattutto perché mi sento molto simile a te.

    Ti auguro la migliore buonanotte possibile, e spero di poter continuare presto a guardare con te oltre la nebbia.

    Fabio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sopra ogni altro io amo Prevért.

      E fra tutte "Barbara" e "Per te amore mio".

      In ogni caso si, sono una bohemién, in un certo senso, viscerale e uterina.

      Riguardo il secondo componimento, già mi ha fatto un po' storcere il naso lo "spazio enciclopedico e vuoto", a dire la verità. Per contro sento molto vero "E sono solo nel mio cercarmi" che associo moltissimo a Quasimodo, e al suo "Raggio di sole" :)

      Buonanotte a te, Fabio, e a presto!

      Mist

      Elimina
  3. Non avevo dubbi, su entrambe le cose ^-^


    Se posso chiedere...ritenevi stonasse o semplicemente non ti è piaciuta la terminologia?


    Notte ^-^

    RispondiElimina
  4. P.S. Capiscimi, castelli da poetucolo...comunque pensa che la mia reazione immediata quando ho scritto la suddetta frase è stata: << Porca puttana mi piace troppo 'sta espressione>>...pensa un po' te Aahahah

    RispondiElimina
  5. Fabio, scusami, mi ero assentata...

    Non so... mi stona ma non so neanch'io perché, è come se qualcosa mi dicesse che non si può associare il termine spazio con l'aggettivo enciclopedico, ma non c'è una ragione reale.

    Però mi suona artificioso, ecco, poco spontaneo. Ma è una mia impressione, solo questo.

    Mentre enciclopedico e vuoto si sposano bene, perché in un certo qual modo il sapere enciclopedico è sterile, privo di vita, per cui vuoto, almeno a mio modo di vedere, sempre :)

    Ora immagino tu sia a letto, ed io sto per andarci, magari, se ripasserai, domani continuiamo.

    Scusa ancora per il ritardo nella risposta.

    RispondiElimina
  6. No non ero a letto...sto per andare. Non ho più guardato perché pensavo fossi già andata tu...

    Allora è stato perfettamente spontaneo, ed anzi, credo di aver reso l'effetto giusto. Nel senso della poesia, il termine spazio enciclopedico DEVE stonare perché in sé, essa stessa è un'espressione dell'inettitudine umana di fronte ad un mondo completamente scientificizzato e documentato, dell'inadeguatezza umana nei confronti di una realtà che non realizza più l'ignoto...

    Un tempo lo spazio non poteva essere enciclopedico, perché esprimeva appunto tutto quell'insieme di conoscenze misteriose che l'uomo ancora non aveva avuto la (s)fortuna di apprendere, ma il delirio positivista ha trasformato tutto in mera nozione materiale, costringendo così persino l'infinito a racchiudersi in qualcosa che in effetti non gli compete, qualcosa di enciclopedico...

    Forse è in questo senso che senti il contrasto e il senso del tutto. NEL FATTO CHE NON SI POSSONO ASSOCIARE, ma il paradosso, il delirio della nostra assurda civiltà moderna sta proprio nella follia di voler classificare e spiegare ogni cosa senza soluzione di continuità...

    Forse è per questo...

    E tranquilla, scusami tu.

    RispondiElimina
  7. Scusa se scrivo sgrammaticato ma è tardino :)

    RispondiElimina
  8. Ecco, io ero andata davvero :)

    Adesso che hai spiegato il concetto sta decisamente assieme molto meglio. Si, mi stonava per quelle ragioni, ma l'ho capito solo dopo che tu lo hai espresso.

    Uccide il mistero, quella frase, ecco. E anche se spesso mi dipingo come cinica e disincantata, da qualche parte c'è una me che ancora vuole credere nell'imponderabile.

    Visto che è esattamente il senso che volevi raggiungere, direi che ci sei riuscito perfettamente e dopo la tua spiegazione devo anche cambiare il mio giudizio, per quanto stilisticamente continui a preferire la prima, adesso mi piace molto anche la seconda.

    A presto!

    Mist

    RispondiElimina
  9. Uccide il mistero perché deve ucciderlo...quello è il momento in cui io ( assieme al lettore) prendo consapevolezza che ogni possibilità di infinito e di ignoto è stata privata della sua essenza...tutto è conosciuto, l'oceano non ha più strade ed è aperto, divelto in se stesso..

    Ok grazie, posso smettere di sentirmi un pessimo poeta allora.

    Mi fa molto piacere aver parlato con te, ed aver ricevuto i tuoi pareri, davvero.

    Un abbraccio, a presto!

    RispondiElimina
  10. "Anche i miei occhi sono aperti,
    amico mio
    e la mia mia stupida testa
    Sono aperti!"
    manchi.. sei mancato tanto..
    aridità tra le dune del sahara.. vento caldo sulla sabbia del deserto..
    oggi accendo il pc dopo tanto e... finalmente piove!
    piove e torna l'acqua a riempire la fonte
    e la gola assetata..
    a bagnare la pelle calda per donarle un nuovo respiro, una rinascita..
    e fiumi violenti innondano di vita le crepe lasciate della morte..
    ritorna la vita con uno sguardo d'amore... avida e affamata..
    "la mia vita ch'è nient'altro
    che un delegarmi di paura
    ingorda e cruda freddura
    di una Novella logica
    e la premessa di una tomba inconclusa."

    RispondiElimina
  11. Io non so far piovere purtroppo, al massimo riesco a pisciare...
    Ma il fatto che tu veda in tutto questo uno sguardo d'amore non può che commuovermi...

    Grazie mille davvero, è sempre bellissimo leggere i tuoi commenti!

    Un abbraccio forte.

    RispondiElimina
  12. le tue parole sono pioggia dissetante..
    consolano, dissetano, fanno compagnia..
    sono luce in quelle sere buie popolate da demoni e fantasmi...
    sono spiragli verso il mondo..
    ogni tanto le prendo in prestito,
    mi segno alcune tue frasi..
    trovo in ciò che scrivi la traduzione
    ad alcuni miei sentimenti..
    ordine nel caos dei miei pensieri..
    ogni volta che ti leggo è come ricevere un abbraccio..
    spero che tu non smetta mai di farlo..
    e di renderlo visibile..
    crei dipendenza..
    GRAZIE..

    RispondiElimina
  13. Caro Figliolo, ti dirò una cosa che ogni madre non dovrebbe mai dire e neanche far sospettare al suo primogenito.

    Fabio chino sui libri, distratto dalla vita, ma pieno di vita, eh si ti ho immaginato in questi giorni di un'estate che non c'è, ho sbirciato e non ho trovato il "tempo/modo" di scriverti, ma ti leggo e so bene come può essere impegnata la tua esistenza.. poi il tempo passa e fai l'abitudine agli esami giornalieri. Ho ritrovato le foto del mio "esame" ed ora che nostalgia di quei tempi.

    Cercherò di non divagare.. e mentendo ti dirò anche:"cercherò di essere breve".

    Ne ho conosciuti di artisti, veri e presunti, o emulatori storpi di menti non troppo eccelse. Tristezza. Si descrivono con "io sono un'artista, io voglio far arte" e si servono di questa definizione per fare i figli dei fiori del terzo millennio giovani/vecchi vuoti persino del tempo, vorrebbero fuggire dalla terra, attraversare altre terre per ispirarsi,ma sopratutto per cercare un coglione/pigmalione che li mantenga.

    E tu Lupis, lasciamelo dire, acerbo per circostanza, sognatore crudo per necessità, per quel bisogno di vedere nel buio con la luce dei pensieri. Tu Lupis hai il tocco dell'arte, sei uno di quelli "baciati" non compresi, non assimilabile ad altro. Sei un'anima che ha vissuto già i tormenti di una vita fin troppo semplice ove il significato va plasmato, in una ricerca di cose note. Chissà se crescendo, conserverai tutto ciò.. per ora sei il mio piccolo Baudelaire, sei un'adozione significativa in questo mondo virtuale.

    Cerca di conservare quel punto d'osservazione che va dal basso verso l'alto, anche quando (e sopratutto sarai in alto).

    ti mando un mega abbraccio

    kyra

    RispondiElimina
  14. Spero che le tue previsioni si avverino, spero di rimanere per sempre così. Non acerbo, ma vitale e scorrettamente allegro, ambiguo com'è ambigua l'anima degli uomini e cicatrizzato dalle stesse esperienze che ho timore e insieme desiderio di vivere.
    Spero anche che crescendo qualcuno impari finalmente ad apprezzarmi e a non attribuire le mie scelte alla semplice inesperienza giovanile, di potermi finalmente riscattare da quest'adolescenza che per ora è quasi sempre soffocare ed osservarmi...

    Lo spero veramente, e ti assicuro che farò tutto il possibile per non cambiare e soprattutto per non diventare come quelle sagome borghesi acculturate che tu stessa hai descritto e che rappresentato tutto ciò contro cui mi preme lottare.

    Grazie per quello che mi hai scritto, mi hai fatto sentire...valido. Sensato.

    Ricambio l'abbraccione!
    Con affetto.

    Fabio.

    RispondiElimina

Se sei passato di qui, lascia un tuo segno. Chiunque tu sia io ti amerò...

Io faccio schifo, e tu?

Io faccio schifo, e tu?

Visitatori