Alcuni sono elevati dal loro lignaggio
i versi dei miei poemi sono il mio lignaggio
Nusayb ibn Rabah (m.726)

La vita è come noi
La troviamo - e così la morte
una poesia d'addio?
Perché insistere
Daie-Soko (1809-1163)

Il rimorso non è la prova del crimine, indica solamente un'anima facile da soggiogare.
Donatien-Françoise-Alphonse De Sade

Se le creature sono i grandi veli che ci separano dal Creatore, la via per Allah passa attraverso di esse
Sheik Mhuammad at-Tàdilì

Le parole che dice chi è felice
son volgare melodia –
ma quelle che chi tace sente dentro
sono meravigliose.
Emily Dickinson

Non è grazie al genio ma grazie alla sofferenza, e solo grazie ad essa, che smettiamo di essere una marionetta.
Emil Cioran


mercoledì 12 agosto 2015

Aegis - O quando un coglione incontra la vita vera -

Oggi nessuna citazione
[L'omino delle citazioni]

C'è questa cosa che ho notato un po' in tutti quelli che conoscono Schaeffer, Stockhausen e compagnia bella: che se non piacciono Schaeffer, Stockhausen e compagnia bella, per loro fondamentalmente sei un coglione.
Non l'ho mai capita, questa cosa.

- Conosci Edgar Varèse vero?
- Sì sì, lo conosco, è quella roba tipo musique concrete no?
- Si dice music concrettttt
- Ah scusa
-Comunque sì, ma non mi piace tanto, insomma voglio dire che...
- COME? NON TI PIACE EDGAR VARESE?! MA  E' MERAVIGLIOSOOOOOOOOOOOOOOOO

E quando gli chiedi perché  , ti rispondono che è stato un grande innovatore e bla bla bla, che ha rivoluzionato il concetto della musica, che ce l'aveva grosso e che prima di lui tutto era schifomerda ecc ecc
Peccato che io non ti abbia chiesto perché ritieni Edgar Varèse/ Schaeffer/ Stockhausen un grande personaggio, ti ho chiesto perché ti piace la sua musica.

Poi, tutto d'un tratto, mi rendo conto di una cosa.
Mi rendo conto che  l'ascolto di queste varie avant-gardes non ha nulla a che vedere con la bellezza eufonica in sé, ma è tutto puro e semplice godimento intellettuale, trastullo più che legittimo, certo, ma a cui io sono refrattario.
Io non lo "sento", il godimento intellettuale, non l'ho mai sentito fin dall'infanzia. Forse è per questo che, nonostante i miei sforzi, mi dimentico sistematicamente  i nomi delle poesie, delle sinfonie, dei quadri, dei luoghi, delle città, delle persone...
Forse è per questo che so scrivere solo di quello che sperimento immediatamente, così, nel corpo, nel feeling.


 
Mark Rothko - Black in Deep Red


In poche parole, buona parte degli ascoltatori assidui di Edgar Varèse & co, probabilmente, sperimenta un legame fra cotale godimento intellettuale e godimento estetico che in me non avviene. Quell'apparente accozzaglia di suoni e frequenze elettroniche che hanno richiesto anni ed anni di studio e preparazione teorica per essere realizzate, per loro è bella su basi teoretiche, non emotive.
Ma io me ne fotto, delle basi teoretiche.
E per questo mi becco da parte loro, forse meritatamente, l'appellativo di coglione.

Io capisco Edgar Varèse, però quando lo ascolto non lo sento, non mi piace. Punto. E' un po' come La mostra delle atrocità di Ballard, o quel romanzo d'avanguardia dove l'autore passa il tempo a  descrivere nei minimi dettagli un cazzo di frutto. Opere significative, profonde, elaborate senza dubbio, ma dopo una decina di pagine se ne tornano in libreria.
 Sarà che sono una capra, sarà che son figlio della mia generazione, che sono stupido, o sarà semplicemente che non traggo alcun piacere dal sentirmi quello figo che capisce quel tal riferimento coltissimo, ma io proprio quando mi approccio a questi lavori non provo nulla. Zero, nisba,
Ascolto e leggo , comprendo l'antifona  e la condivido anche, magari, ma quando ho un libro in mano io voglio leggere storie, e quando ho un cd nello stereo voglio ascoltare melodie.
Del ribaltamento delle logiche comuni ne possiamo tranquillamente parlare davanti ad una birra se vuoi, ma basta così.

E sia ben chiaro che mi sto riferendo di me, non sto criticando o demonizzando nessuno.

Non credo sia limitatezza, la mia, ( oggidì l'uso dell'aggettivo limitato riferito a persone è decisamente abusato, direi) sinceramente, perché non ritengo questo modo  tipo di far arte "stupido", come alcuni lo definiscono. Anzi, insomma, la musique concrète ha dato praticamente vita all'elettronica, e dio solo sa quanti spunti Schaeffer ha fornito a chiunque oggi si occupi seriamente di musica, è stato tutto quanto fondamentale, ma ciò non vuol dire che sia costretto ad ascoltarlo.

Vabbè, dopo essermi sfogato, ecco qui la schifezza del giorno aka qualche verso tirato giù dal nulla mentre affogavo nell'angoscia del sentirmi un rincobronco con il QI di una pietra, scorrendo una roba su Scaruffi che stando ai suoi fans è l'incarnazione stessa della Sapienza.

Alla fine vorrei solo vivere in pace, tutto qui eh.

Aegis:

Tutto in me
dannatamente arretrato
così talmente
scialbamente arretrato
così miope, guercio
insipido
Io,
che sempre svanisco e mai
guardo alla strada di fronte ai miei occhi
Io,
che le poesie banali
e le mie idee incomplete di note
Io,
che non so nemmeno accarezzare
senza uccidere
Io,
che non cospargo le grandezze della nostra specie
e che non macino parole di lode
e non confermo e non
 critico
Io che sfuggo e mi ritraggo
che mi rispecchio nel laghetto e vedo solo
trecce d'alberi
io che uso sempre le stesse parole
che non so astrarre nulla
e che non so mentire
deatomizzando i miei versi fino al piatto incomprensibile
Io, che rido scoreggio mi gratto e mangio
che non mi gioco sulle morte avanguardie
Io,
proprio Io
Sono più piccolo dell'uomo più ignobile
e non c'è nulla in me che si ricordi
L'aria, la bellezza
il verbo
             la Carezza, l' umiltà
La Compassione
Ah, senza speranza
Arrendermi così alla fine
Così,
dolce, dolce litania
Sul prato calvo di festuche
 
Blackmill - Friend
 


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