Alcuni sono elevati dal loro lignaggio
i versi dei miei poemi sono il mio lignaggio
Nusayb ibn Rabah (m.726)

La vita è come noi
La troviamo - e così la morte
una poesia d'addio?
Perché insistere
Daie-Soko (1809-1163)

Il rimorso non è la prova del crimine, indica solamente un'anima facile da soggiogare.
Donatien-Françoise-Alphonse De Sade

Se le creature sono i grandi veli che ci separano dal Creatore, la via per Allah passa attraverso di esse
Sheik Mhuammad at-Tàdilì

Le parole che dice chi è felice
son volgare melodia –
ma quelle che chi tace sente dentro
sono meravigliose.
Emily Dickinson

Non è grazie al genio ma grazie alla sofferenza, e solo grazie ad essa, che smettiamo di essere una marionetta.
Emil Cioran


domenica 13 settembre 2015

Un grido celeste


Nonostante l'inspiegabile stress di questo periodo, nonostante la stanchezza e tutte le pappardelle solite, sto lavorando ad una nuova raccolta, il che è una stronzata, perché la prima non se l'è cagata nessuno. E niente, questo volevo dire...

Ci sono tanti lavori che avrei voluto riportare qui sul blog, ma alla fine ho deciso di evitare, perché non mi andava e perché mi piacciono molto, e se mi piacciono molto vuol dire che ho molte insicurezze sulla loro probabile bellezza. Credo sia dovuto al fatto che le sento troppo vive, troppo mie, e per questo ne ho paura.
Ah sì, c'entra anche l'assenza di lettori. Ma cazzomenne a me, dei lettori.

Comunque, ho deciso di pubblicarne una a caso che ho scritto stasera appena dopo qualche divertentissima ora sui libri di psicologia sociale, affiancata da una meravigliosa opera di Jean Broc e da uno dei più begli assoli di chitarra elettrica mai scritti nell'universo, Marooned. Non ho la minima idea del motivo che mi ha portato  a ripiegare proprio su questa poesia, so solo che una parte di me ha spinto per inserirla qui, ed io l'ho ascoltata. Tipo come quando sei sull'autobus e sai che non dovresti scorreggiare dato che la vecchietta vicino a te sembra avere proprio un naso fino fino, ma lo fai lo stesso, perché sapevi che doveva andare così.
Cosa meravigliosa, il destino.

Jean Broc - La morte di Giacinto
 
Padre, Signore, Immenso Dio e universale presenza
Allattami, ti prego
Non importa da quale seno
Sono
Fronda d’anima
Vortice crespo di velleità
E non aspetto che un annuncio di foglie cadenti
Guardati solo dal parlarmi troppo presto
La gente è occupata, la gente
Non mi ascolterebbe
Come uno sciocco
Consumerei senza scopo questa piccola
Fiammella subconscia
Indugiando, sbagliando ancora
Voglio prorompere al mio corpo di larva!
Anche se solo sfumatura io voglio
Desidero
Bramo
Questa vita

Pink Floyd - Marooned
 

giovedì 13 agosto 2015

Quello che veramente ami

Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità
[Ezra Pound - Canti Pisani, n° 81]
 
 
Sei partita da sette giorni e già vorrei scavare la terra e raggiungerti...solo sette giorni, e tornerai a settembre...
Sette giorni...un mese di attesa...così poco, così tanto...
 
 
Henri de Toulouse-Lautrec - A letto,1892
 

Mancanza:
 
Da quando sei partita non sento più alcun suono
non c'è nessuna dolcezza nell'incedere
dei passi
nessun fantasma negli accenni delle tende
il bianco grido dei gabbiani non ha più
la stessa consistenza
Mi manchi amore mio
nell'angoscia dell'ascolto
mi manchi
Tu sei, nell'abbagliante ricerca
il trasparente velo
Nell'immortale aridità
la goccia fresca che dal cielo stilla
Quasi nessuno può capirlo,
come ti sento io, e come mi senti tu
quasi nessuno può dar senso
a questa muta vibrazione che mi invade
Le cose scorrono, le persone crescono
ogni impressione trova sempre il suo posto
Ma finché non tornerai lo so,
io non potrò che tapparmi le orecchie
perché non posso ascoltare
se non sei qui con me
è come essere nudo
come sfiorare l'universo
con una mano mozzata
Perché tu manchi,
mi manchi
più di ogni cosa, più di ogni parola
tu mi manchi

Roberto Vecchioni - Euridice
 




mercoledì 12 agosto 2015

Aegis - O quando un coglione incontra la vita vera -

Oggi nessuna citazione
[L'omino delle citazioni]

C'è questa cosa che ho notato un po' in tutti quelli che conoscono Schaeffer, Stockhausen e compagnia bella: che se non piacciono Schaeffer, Stockhausen e compagnia bella, per loro fondamentalmente sei un coglione.
Non l'ho mai capita, questa cosa.

- Conosci Edgar Varèse vero?
- Sì sì, lo conosco, è quella roba tipo musique concrete no?
- Si dice music concrettttt
- Ah scusa
-Comunque sì, ma non mi piace tanto, insomma voglio dire che...
- COME? NON TI PIACE EDGAR VARESE?! MA  E' MERAVIGLIOSOOOOOOOOOOOOOOOO

E quando gli chiedi perché  , ti rispondono che è stato un grande innovatore e bla bla bla, che ha rivoluzionato il concetto della musica, che ce l'aveva grosso e che prima di lui tutto era schifomerda ecc ecc
Peccato che io non ti abbia chiesto perché ritieni Edgar Varèse/ Schaeffer/ Stockhausen un grande personaggio, ti ho chiesto perché ti piace la sua musica.

Poi, tutto d'un tratto, mi rendo conto di una cosa.
Mi rendo conto che  l'ascolto di queste varie avant-gardes non ha nulla a che vedere con la bellezza eufonica in sé, ma è tutto puro e semplice godimento intellettuale, trastullo più che legittimo, certo, ma a cui io sono refrattario.
Io non lo "sento", il godimento intellettuale, non l'ho mai sentito fin dall'infanzia. Forse è per questo che, nonostante i miei sforzi, mi dimentico sistematicamente  i nomi delle poesie, delle sinfonie, dei quadri, dei luoghi, delle città, delle persone...
Forse è per questo che so scrivere solo di quello che sperimento immediatamente, così, nel corpo, nel feeling.


 
Mark Rothko - Black in Deep Red


In poche parole, buona parte degli ascoltatori assidui di Edgar Varèse & co, probabilmente, sperimenta un legame fra cotale godimento intellettuale e godimento estetico che in me non avviene. Quell'apparente accozzaglia di suoni e frequenze elettroniche che hanno richiesto anni ed anni di studio e preparazione teorica per essere realizzate, per loro è bella su basi teoretiche, non emotive.
Ma io me ne fotto, delle basi teoretiche.
E per questo mi becco da parte loro, forse meritatamente, l'appellativo di coglione.

Io capisco Edgar Varèse, però quando lo ascolto non lo sento, non mi piace. Punto. E' un po' come La mostra delle atrocità di Ballard, o quel romanzo d'avanguardia dove l'autore passa il tempo a  descrivere nei minimi dettagli un cazzo di frutto. Opere significative, profonde, elaborate senza dubbio, ma dopo una decina di pagine se ne tornano in libreria.
 Sarà che sono una capra, sarà che son figlio della mia generazione, che sono stupido, o sarà semplicemente che non traggo alcun piacere dal sentirmi quello figo che capisce quel tal riferimento coltissimo, ma io proprio quando mi approccio a questi lavori non provo nulla. Zero, nisba,
Ascolto e leggo , comprendo l'antifona  e la condivido anche, magari, ma quando ho un libro in mano io voglio leggere storie, e quando ho un cd nello stereo voglio ascoltare melodie.
Del ribaltamento delle logiche comuni ne possiamo tranquillamente parlare davanti ad una birra se vuoi, ma basta così.

E sia ben chiaro che mi sto riferendo di me, non sto criticando o demonizzando nessuno.

Non credo sia limitatezza, la mia, ( oggidì l'uso dell'aggettivo limitato riferito a persone è decisamente abusato, direi) sinceramente, perché non ritengo questo modo  tipo di far arte "stupido", come alcuni lo definiscono. Anzi, insomma, la musique concrète ha dato praticamente vita all'elettronica, e dio solo sa quanti spunti Schaeffer ha fornito a chiunque oggi si occupi seriamente di musica, è stato tutto quanto fondamentale, ma ciò non vuol dire che sia costretto ad ascoltarlo.

Vabbè, dopo essermi sfogato, ecco qui la schifezza del giorno aka qualche verso tirato giù dal nulla mentre affogavo nell'angoscia del sentirmi un rincobronco con il QI di una pietra, scorrendo una roba su Scaruffi che stando ai suoi fans è l'incarnazione stessa della Sapienza.

Alla fine vorrei solo vivere in pace, tutto qui eh.

Aegis:

Tutto in me
dannatamente arretrato
così talmente
scialbamente arretrato
così miope, guercio
insipido
Io,
che sempre svanisco e mai
guardo alla strada di fronte ai miei occhi
Io,
che le poesie banali
e le mie idee incomplete di note
Io,
che non so nemmeno accarezzare
senza uccidere
Io,
che non cospargo le grandezze della nostra specie
e che non macino parole di lode
e non confermo e non
 critico
Io che sfuggo e mi ritraggo
che mi rispecchio nel laghetto e vedo solo
trecce d'alberi
io che uso sempre le stesse parole
che non so astrarre nulla
e che non so mentire
deatomizzando i miei versi fino al piatto incomprensibile
Io, che rido scoreggio mi gratto e mangio
che non mi gioco sulle morte avanguardie
Io,
proprio Io
Sono più piccolo dell'uomo più ignobile
e non c'è nulla in me che si ricordi
L'aria, la bellezza
il verbo
             la Carezza, l' umiltà
La Compassione
Ah, senza speranza
Arrendermi così alla fine
Così,
dolce, dolce litania
Sul prato calvo di festuche
 
Blackmill - Friend
 


mercoledì 5 agosto 2015

Domande

L'impalpabile sostentamento che traggo da ogni cosa ad ogni ora del giorno
il semplice schema, compatto e ben organizzato- io stesso
disintegrato, tutti disintegrati, e tuttavia parte dello schema
[W.Withman - Poesia del tramonto, Foglie d'Erba]

Ci sono delle persone che devono sempre andare da qualche parte; andiamo in barca! Andiamo al cinema! Andiamo a scopare! Andate a cagare tutti quanti, dico sempre io, lasciatemi in pace qui.
[C.Bukowksi -  Una pioggia di donne ]

Un giorno forse mi direte che dovevo fare di più, che non mi sono impegnato abbastanza, che dovevo  che il denaro è una bella cosa se lo guardi dalla giusta prospettiva.
Mi direte cosa si fa male e cosa si fa bene, e quanto è dannatamente bello marciare tutti assieme verso l'inquietante traguardo dell'unità per slogan e repressione reciproca.
Mi direte che ho buttato al vento il mio futuro e la mia intelligenza, che mi sono bruciato il cervello, che avrei fatto meglio a frenare la mia lingua, ammosciare il mio cazzo, tappare il mio culo.
Lo farete, lo so che lo farete, perché in fondo, sotto la giacchetta e i vestitini altoborghesi, siete tutti ancora niente più di un branco di scimpanzé spaventati dal fuoco, appollaiati sul vostro albero in attesa di saltare al collo al folle che ha avuto la pessima idea di suscitare in voi l'angoscia.

BUUU, scimmie
   BUUUU,
Cattive scimmie.

O magari avrò fortuna e scriverò un libro da miliardi di euro che non avrò intenzione di risparmiare e che mollerò tutti nel modo più rapido possibile, tenendo solo ciò che basta per una vita serena.
Perché nonostante quello che cercate di inculcarmi io i soldi li detesto, mi fanno proprio schifo, soprattutto se sono tanti.
Magari avrò fortuna, ma in quel caso non farò come voi, statene certi. Non attiverò il mio piccolo cervellino alla ricerca del modo più eclatante per farvi capire che avevo ragione, per rinfacciarvi tutto il dolore che mi state provocando. No, io sono migliore di voi. Io mi comprerò un gelato, farò un bel rutto e una bella scoreggia, mi masturberò in strada davanti ad una vecchietta ed infine me ne andrò a casa a guardare i cartoni, aspettando di morire così come ho vissuto.
 
 
Diego Velàzquez - Ritratto del buffone Juan Calabazas
 
Domanda
 
Perché?
Appena dubbioso il cuore
reduce
come pulviscolo sul letto
di uno stagno
un velo vasto dietro all'alba
di tremebondi naufraghi
 
 
Florence and the Machine - Cosmic Love
 

mercoledì 29 luglio 2015

Ho molto sognato ed altrettanto ho visto


Suffucit diei malitia sua
[Matteo 6,34]
Ho sempre e solo amato.
Amare, pensare, fantasticare ...le uniche cose che sono sempre stato capace a fare...
Poi mi stupisco che la gente mi metta a disagio.

E' che non ho le palle fondamentalmente, perché avere le palle è una cosa stupida, ed io sono intelligente...un pochino almeno.


Ho molto sognato ed altrettanto ho visto

Ho molto sognato e altrettanto
ho visto
qui,
nel gioco immenso della mia mania
io un fuoco
soltanto un piccolo granello di polvere,
affascinato,
come un prolisso ed inutile abbaglio
mentre ogni cosa mi avvinghia e commuove
ed ogni rantolo è un legame
a questo mondo di ordine illuso
E non c'è spazio
né vita
né regole
soltanto goffa vitalità
che nel suo scandalo insinua l'universo
che tutto l'ordine è stupida illusione
ed io rimango ancora fermo
abbandonandomi a tramonti d'arancio
e scriverò poesie di centinaia
di versi
ed un romanzo di migliaia di pagine
cavalcherò con la mia spada queste vuote colline
avrò magie di limitata ignoranza
un'armatura di bassezze immani
Io,
che più infantile
                    e bello
e femminile
Non c'è nient'altro di più bello
del femminile
dell'osservarlo riproporsi in me
di volta in volta ancor più chiaro all'incedere
e del sapere che mi rende ciò che sono
e che chiunque non lo accetti affogherà
nella sua putrida vuotezza di uomo affermato
Sì, ho molto sognato, lo so,
ed altrettanto ho visto
Non c'è nessuna conclusione
nessun finale di gioia
soltanto il tremito delle mie palpebre
di fronte al grido che il creato mi ostenta

Salvador Dalì - Morbida costruzione con fagioli bolliti
 
 
Bastille - Pompeii


giovedì 2 luglio 2015

Ancient wisdom, rather cosmic

"Siete pigre, mie canzoni.
Temo che farete una brutta fine.
State in mezzo alla strada,
gironzolate negli angoli e alle fermate degli autobus,
E non fate proprio nulla.
Non esprimete neanche le nostre nobiltà interiori,
Farete proprio una bruttissima fine"
[Ezra Loomis Pound - Further Instructions]

Ezra Pound, maestro di libertà, di dignità, di forza...grazie. Grazie per tutto ciò che mi hai insegnato.

Lustra

E sembra quasi che non abbia nulla.
I miei sforzi
                 vacillante ragguaglio
                 caligine
                        putrida freschezza.
Come sudore, risate
                  come inutile spazio.
No. Soltanto ciò che è completo mi interessa
le sporche grida mezzenude
di chi ha ancora fantasia
Il sesso arido
I liceali che fumano
                    Gli sputi freschi sulle mura maltrattate
Cammino così, stroncato appena, e mi vedrai
piccola immagine riflessa sulle ombre
un'aria blanda ed irrequieta
da primitivo amante

Alla finestra

Non serve a nulla imparare poesie a memoria
quest'orizzonte mi canta già ogni cosa
quest'orizzonte inspiegabile
quest'orizzonte che mi scrive
nel respiro
Non serve a nulla ricordare.

Ah, quest'orizzonte
Ed io mai. Mai
Mai
Imparerò una poesia a memoria.

Anarchia

So-shu sognava
E avendo sognato d'essere un uccello, un'ape e una farfalla
si domandava perché dovesse sentirsi qualcosa di diverso
 
Ecco la sua contentezza
[Sempre il buon Pound - Ancient wisdom, rather cosmic]
 
C'è, nell'anarchia,
un gioco pallido e fluido di germogli
un solo sguardo
un solo tocco di partenze mai concluse
C'è, nell'anarchia,
un gesto rapido  e dolce d'accoglienza
come le pietre abbandonate dai ruscelli
come alla sera sulle rocce
la pigra luce
 
Paul Delvaux - Il sogno

 
L' androgino
 
La mia profonda femminilità
In essa ho trovato il meglio
di me stesso
In essa ho trovato tutto ciò
che del mio animo ho scoperto di apprezzabile
per troppo tempo ti ho rifiutata
indottrinato da illusioni di presenza
Ma adesso basta! E' giunto l'attimo!
Ti accoglierò in questa dimora a braccia aperte
e tu verrai con i tuoi passi di tregua
ad insegnarmi la dolcezza e la pregnanza
penetrata, modellata, indomita
Mi insegnerai ad abbandonare il superfluo
e a carezzare senza regole il falso
e il necessario
E non appena sarò pronto
potrò dissolvere i miei rimpianti in te
insormontabile, radiosa
profonda, infinita
Femminilità
 
Prospettiva
 
Guerra, Pace, Libertà
Sciami di mosche intorpidite
vi corrono
affascinati da una luce ridevole.
L'uomo storico, questa dorata utopia!
Licheni lividi protendono dai muri
un filo lieve di rugiada
li fa risplendere come diamanti
 
Bagliore
 
Credi in te stesso
come credi nei fori
nel cielo fresco d'opale
                   e nei ruscelli
 
Periphery - Light




domenica 28 giugno 2015

Contro la virtù

"Be', se proprio serve, dateci quella che si addice agli uomini liberi! restituiteci gli dei del paganesimo! Adoreremo volentieri Giove, Ercole o Pallade, ma non vogliamo più saperne di quel fantomatico artefice dell'universo che invece si muove da solo, non vogliamo più saperne di un dio senza estensione ma che pure riempie tutto della sua immensità, di un dio che è onnipotente ma non realizza mai quello che desidera, di un essere immensamente buono ma che scontenta tutti, di un essere amico dell'ordine ma nel cui governo tutto è disordine. No, non vogliamo più saperne di un dio che sconvolge la natura, è padre di confusione, è motore dell'uomo che si abbandona agli orrori; ma un dio simile ci fa fremere d'indignazione ed è giusto che lo releghiamo per sempre nell'oblio da cui quell'infame di Robespierre ha voluto trarlo!"
[ De Sade - La philosophie dans le boudoir]

"Dunque la distruzione è una delle leggi della natura come la creazione"
[Ibidem]

"Ma le leggi, buone per la società, sono deleterie per l'individuo che ne fa parte."
[Ibidem]

"Unico risultato dei costumi e dell'educazione è ciò che si chiama un'abitudine."
[De Sade - Juliette]

"Tutti i principi morali universali sono oziose fantasie"
[ De Sade - Les 120 journées de Sodoma]

"Sii uomo, sii umano, senza timore né speranza; abbandona i tuoi dèi e le tue religioni; tutto ciò è buono solo per armare la mano degli uomini, e il solo nome di questi orrori ha fatto versare più sangue sulla terra di tutte le altre guerre e di tutti gli altri flagelli messi insieme. Rinuncia all'idea di un altro mondo, che non esiste, ma non rinunciare al piacere di essere felice, e di godertela in questo!"
[ De Sade - Dialogue entre un pretre et un moribond]

"Se la pietà, che umilia chi ne è affetto, si trasforma in un fardello, con quale diritto si vieta a chi lo porta di sbarazzarsene? Perché devo accettare di sentirmi umiliato ogni volta che incontro lo sguardo di chi mi ha reso un favore? "
[De Sade - Justine ou les malehurs de la vertu]

Il rimorso non è la prova del crimine, indica solamente un'anima facile da soggiogare.
[Ibidem]

"Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai. Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino."
[De Sade - Lettera alla moglie, 20 febbraio 1791]

Non esistono offese, non esistono insulti. Non esiste nulla.
Disse Basho un tempo " Il mondo non è che sogno e illusione, ogni discorso logico è impossibile". Era il 1964, ed il poeta viaggiava verso Nagasaki, poco cibo e vestito di stracci, con l'unico e semplice scopo di vedere le navi cinesi attraccate al porto. Chilometri e chilometri a piedi soltanto per questo.
Un grande uomo Basho, uno dei più grandi, come De Sade.

Convolvoli
Sul recinto attorno alla porta
che di giorno sprango
[Basho]
 
Essere al mondo continua ad infastidirmi. E' bello eh, ma continua ad infastidirmi.
 
 

E.Munch - Morte nella camera di un'ammalata

La Favola:

La vita che viviamo è una cosa stupida
la più patetica idiozia che mai si possa inventare
E non c'è nulla, nulla che valga
attorno a me
Dorati cirri alle soglie cielo,  lingue di luce sull'acqua del fiume
le case immense ai tetti rosei, le anatre scure che beccano il pane
i piatti ancora da lavare, il sangue umano che scorre
E moltitudini da dire, da esprimere
Legami eterni che ci vincolano e soffocano.

Assediato sono qui.
Piegato ad ogni consapevolezza
Mi risveglio:
Soltanto il dolore è serio.

Soltanto il grido
quello sincero e inascoltabile
quello che freme senza morte sotto il fango
sotto i teatri di  danzante certezza.
Ah vita, passioni
Soltanto il dolore è serio,
soltanto il buio
E tutto ciò che può ascoltarsi è mera recita
una puerile, lacrimevole favola.

Juventa - Move Into Light ( Dallas Armour's Remix)



venerdì 29 maggio 2015

Poesia d'amore

"L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare, ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi" - Oscar Wilde

Vivo in un mondo dove nessuno mi ascolta. Dove la paura che assale il cuore degli altri mi taccia d'arroganza, di presunzione...vivo in un mondo dove la dignità è violentata, fraintesa, dove chi cerca di vivere per sé, di esitere per esistere, è considerato un egoista e un disinteressato...
Non c'è  cosa che lo schiavo tema di più della chiave che apre le catene. Lo schiavo brama le catene ed idolatra la sua prigione. 
Io cerco di essere libero, e per quanto mi contraddica continuamente ( " Mi contraddico? Ebbene, mi contraddico. Sono vasto, contengo moltitudini" - W.Withman), cerco di non avere padroni, nè patria, nè Dio.
E questo alla gente dà fastidio, come dà fastidio che le loro argomentazioni sembrino non sortire effetto su di me, sembrino passarmi addosso.
Dicono che non ascolto, in realtà è proprio il contrario: ascolto fin troppo bene, ascolto i vostri toni derisori che nascondono il terrore della vastità, le vostre autodifese che nascondo il sospetto che io, in fondo, abbia ragione.
Vivo in un mondo dove la vera fede è la bestemmia, la vera pace l'omicidio, la vera cura di sé l'autodistruzione...
Ma nonostante tutto, ho incontrato te. L'unica che abbia mai fatto lo sforzo sincero di ascoltare il mio dolore, il linguaggio contratto della mia follia...
Grazie, grazie di preservarmi dal suicidio e dalla clausura.
Grazie di evitarmi la pazzia.

E vaffanculo al buon Signore, che mi ha fatto amare i versi, la musica e l'assenza di legami.
Che m'ha corrotto l'anima.
 
Riccardo Mannelli - Maleducati Sentimentali, 2011
 
"Alzando solennemente i versi, dita di righe,
lo giuro:
amo
d'un amore immutabile e fedele.
"
[V.Majakovskij - Conclusione]

Che mille piaghe violentino pure il mio corpo
Che mi si neghi la poesia
Per tutto il tempo che mi resta da vivere
Che ogni creatura della terra appassisca
Ed bruci il mondo in ogni sua rivelazione
Che tutto quando si riversi nel Vuoto
Ma non negarmi Dio
Il privilegio di morirle accanto
Strappami gli organi e la pelle giovane
Lacera i tendini delle mie caviglie
Fai pure scempio dei miei anni migliori
Ma fa che possa ancora un po’
Sentirla ridere
Ed avventarsi contro i forti e gli stupidi
Lasciami il sogno di poterla comprendere
Nella cocente vastità che l’accompagna
Nella tremenda dignità che la innalza
Lasciami fremere ai suoi moti testardi
Ed ai capricci che declina con saggezza
Lasciami credere di esserle degno
Lascia più asciutte le iridi
Nell’indugiare ad osservarle il respiro
Lascia che tenga la sua mano ancora
Mentre le rughe come petali
Segnano il Tempo sulle nostre guance
Perché non c’è più atmosfera
Senza lei
L’unica terra che ho il coraggio di solcare
L’unica lingua che ho la forza di comprendere
Che senza lei ogni grandezza è meschina
Ogni parola insensata
Ogni paesaggio una distesa di sterpi
Asciuga pure le mie vene e la mia carne
Banchetta al suono delle mie lacrime
Ma finché lei sarà viva
Non prepararmi per il sonno della morte
Senza il suo braccio a cui aggrapparmi
Senza il suo Amore a sollevarmi il cuore
Prenditi tutto di me, ogni cosa!
Prenditi tutto
Ma non mandarmi per l’estrema partenza
Senza i suoi baci a ricordami il sentiero


"Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo 
tu non darglielo in fretta"
 

Fabrizio De André - Verranno a chiederti del nostro amore


lunedì 27 aprile 2015

Nessuno mi ascolta.
Mi sento così solo


così inutile e solo
così inutile inutile inutile inutile

PORCODDIOCRESCIFABIOPORCODDIO

Esiste solo l'Amore.
Il problema è che nessuno lo capisce.

giovedì 23 aprile 2015

Una poesia cattiva

" La vita fa schifo
il cane ha il tifo
l'ape fa il nido
l'uccello picchia il becco
gli alberi hanno visto
i boschi cristano"
[J.Kerouac - Ho chiaramente visto]

Questa che seguirà è una poesia cattiva.
Cattiva per tanti motivi.
E' cattiva perché piena di rabbia, cattiva perché scritta di getto e di pancia, cattiva perché volgare e avvelenata, cattiva perché blasfema, di una blasfemia piena d'amore che solo gli idioti possono scambiare per bestemmia.
Questa è la poesia di un ragazzino stanco, inspiegabilmente triste e incazzato con la razza umana.
E' la poesia di un rincoglionito, di un meschino che tenta a tutti i costi di superare se stesso senza ottenere alcun serio risultato.
E' una poesia cattiva, un urlo, un pugno sui coglioni dell'universo.
Una poesia che forse mi porterà via i pochi lettori che ancora mi fanno il favore di stare qui...

Ma chi se ne frega. Io la pubblico lo stesso.


Pieter Bruegel il Vecchio - Trionfo della Morte 

Eppure a me non interessa
Di voi ridicole masse di dementi
Rido di voi dietro al mio velo d’idiozia
Rido di voi come derido l’esistenza
Percio via!
Che questo mondo colga presto la sua fine
Che questa grande civiltà si faccia a pezzi
Nel suo accrescersi
Che queste nostre tradizioni avvizziscano nel fango
Che il nostro cibo sia la merda dei cani
La nostra acqua il piscio lurido dei vecchi
Che finalmente si rivelino le ombre
Ed iniziassimo  pertanto
A non capirci più nulla
Brucino i libri
Le opere antiche
Che siano in pezzi i monumenti ed i ricordi
Che muoiano tutti!
Tutti quanti
Dai presidenti fino all’umile operaio
Che questo odio ci rivolti
Al nostro stesso disgustoso vomito
E che si fotta quel coglione di Dio
Quel poveraccio che è l’essenza del mio incedere
Quel ritardato su nel cielo
Che ha ancora l’anima di amare questo sterco
Si fotta la patria, feticcio inutile
Si fottano i popoli, maree di testicoli
Si fotta il buono e l’uguaglianza
La gioia vivida e la pace perpetua
Si fotta la guerra, la violenza
Ogni più bieca intelligenza che dirige
il dialogo
Si fotta tutto
Urli ogni cosa!
Perché sono uno stupido
E tutti voi siete soltanto degli stupidi
E questa vita è uno strazio che canticchia:
Non m’interessa
Non m’interessa
Non m’interessa


Francesco Guccini - L'avvelenata


Io faccio schifo, e tu?

Io faccio schifo, e tu?

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